QUI DI SEGUITO I DETTAGLI E LA DOCUMENTAZIONE:
Ancora sulla delibera consiliare di alienazione delle terre comunali (n. 27 del 2002) deve osservarsi che le terre, delle quali l’attuale maggioranza ha deciso la vendita, sono quelle comprese nel “ruolo fitti” delle terre comunali. Vi è, però, significativamente, un’assenza.
Il Comune di Capena è proprietario anche di un appezzamento di un ettaro in località “Piani Macchioni”, diviso in due quote di 5000 metri quadri l’una. Una di queste due quote spettava a due zii materni dell’attuale Assessore ai LL.PP. Arch. Dario Sestili, i quali anni fa ebbero a “venderla” (ciascuno per 2500 mq.) a tal Tesoni (attualmente la quota in questione è intestata a tale Nardi Elena). Tale quota non figura tra quelle messe in vendita con la delibera consiliare n. 27 del 2002, né tra esse confina la quota confinante di altri 5000 mq. in località “Piani Macchioni”.Una mera svista? Un’accidentale dimenticanza?
In tema di usi civici e concessioni edilizie, è degno di nota che, in almeno un caso, è stata rilasciata una concessione edilizia su terreno che, in base alle risultanze della verifica demaniale dell’Arch. Spigarelli, risulta gravato da uso civico: ciò in assenza sia di una previa liquidazione dell’uso civico, sia, in alternativa, di una sentenza che smentisse le predette risultanze della verifica amministrativa (il vincolo di uso civico, infatti, non rappresenta ostacolo insuperabile al rilascio della concessione edilizia, sempre che, ovviamente, la concessione possa essere rilasciata a tenore delle previsioni del piano regolatore: occorre che, prima del rilascio della concessione, il problema sia superato con la liquidazione dell’uso civico, pagando un corrispettivo all’ente esponenziale, ovvero, ove si ritenga di contestare l’esistenza dell’uso civico, dimostrarne in contenzioso l’insussistenza e ottenere un provvedimento giurisdizionale che dichiari il terreno libero da usi civici).
Nel caso di un terreno in località “Monti di Scorano” l’Amministrazione in persona del Responsabile del Servizio Tecnico ha, molto benignamente, applicato il “principio di analogia” e, come mai è stato fatto in altri simili casi, ha ritenuto il terreno in questione libero da usi civici semplicemente perché tale era stato ritenuto un terreno vicino con sentenza del Commissario agli usi civici.
Il fortunato proprietario di questo terreno non ha, quindi, dovuto né pagare la liquidazione dell’uso civico, né assumersi l’onere di contestarne l’esistenza in sede contenziosa: il problema è stato risolto in via “interpretativa” dall’Amministrazione.Le ragioni di tale fortuna appaiono non difficilmente spiegabili, se si pensa che il terreno in questione (nella quale la liquidazione dell’uso civico sarebbe stata onerosissima, trattandosi di terreno intensamente edificabile) è proprietà di un’impresa edile operante sotto alto patronato assessorile (“Flaminia ’95” s.r.l., sulla quale splende benevolo il sorriso dell’attuale Assessore ai LL.PP. Arch. ecc. ecc. e nella quale è socio persona della stessa famiglia cui appartiene l’acquirente della quota di terreno comunale in località “Piani Macchioni” già spettante a due zii materni dell’attuale Assessore ai LL.PP. e non figurante tra le terre messe in vendita dal Comune di Capena).