info@ingiustizie.net
UN PO' DI STORIA CAPENATE DOVE TUTTO E' DOCUMENTATO MA I CONTI TORNANO SOLO PER QUALCUNO
INTRODUZIONE: ASPETTI DEL PANORAMA POLITICO-AFFARISTICO CAPENATE

I sottoscritti ritengono necessario premettere, all’esposizione puntualmente documentata di singoli casi concreti, alcuni cenni di storia recente, i quali possano far comprendere come a Capena si è arrivati ad una situazione nella quale l’illecito urbanistico, con palesi e ripetute violazioni delle N.T.A. del p.r.g., è stato eretto a sistema e il potere pubblico di governo del territorio è stato di fatto espropriato a beneficio di una cricca di persone.
L’ Amministrazione presieduta dal Dott.  ROBERTO
BARBETTI, Sindaco di Capena in carica dal 1995 al 1999, bandì un concorso, per laureati, al fine di coprire il posto di Dirigente dell’Area Tecnica del Comune, presso la quale sino ad allora erano stati impiegati solo geometri. Vincitrice del concorso fu l’Arch. ELEONORA SCETTI, la quale prese servizio come Responsabile della predetta Area. L’Amministrazione BARBETTI, inoltre, stabilì una composizione particolarmente qualificata per la Commissione Edilizia Comunale.
La tornata di elezioni comunali che ebbe luogo nel 1999 vide a Capena un cambio di Amministrazione: il menzionato ROBERTO BARBETTI, Sindaco uscente sostenuto dalla lista civica “Capena per tutti”, non venne confermato e al suo posto fu eletto il Dott. RICCARDO BENIGNI, sostenuto dalla lista civica “Uniti per Capena”.
Sin dai primi mesi della nuova Amministrazione, furono compiuti alcuni atti che indicarono in maniera inequivoca quale indirizzo essa intendeva dare alla gestione del settore urbanistico.
Le prime mosse dell’Amministrazione BENIGNI in questo campo sono efficacemente riassunte in un volantino, che si allega, uscito a cura della lista civica “Capena per tutti” nel gennaio 2000. Come si avverte nel richiamato volantino e come poi di fatto si verificò, l’Amministrazione presieduta dal Dott. BENIGNI promosse l’eliminazione della Commissione Edilizia Comunale - eliminazione deliberata dal Consiglio Comunale nel gennaio 2000; inoltre, essendosi trasferita presso altra amministrazione l’Arch. SCETTI ed essendo rimasto sguarnito il posto di Responsabile dell’Area Tecnica, la nuova Amministrazione, come si rimarca ancora nel predetto volantino, chiamò a ricoprirlo il Geom. MAURO APPOLLONI, dapprima preso “a scavalco” dal Comune di Morlupo e poi trasferitosi definitivamente al Comune di Capena.
Si delineano, dunque, alcuni elementi assai significativi: soppressione della Commissione Edilizia Comunale e direzione dell’Ufficio Tecnico affidata a un soggetto prescelto non con pubblico concorso, com’era stato per l’Arch. SCETTI, ma per “chiamata diretta”. 
Un altro elemento indubbiamente significativo, anch’esso richiamato nel volantino, è il fatto che la carica di Assessore all’Urbanistica e quella di Assessore ai Lavori Pubblici furono affidate a professionisti locali: la prima al Geom. DUILIO D’UBALDI, la seconda all’Arch. DARIO SESTILI. Solo a seguito dell’insistenza dell’opposizione, che richiamava la norma attualmente contenuta nell’art. 78, 3° comma, del d. lgs. 267 del 2000 e dapprima introdotta con la legge n. 265 del 3 agosto 1999, i due predetti amministratori rinunciavano agl’incarichi professionali ad essi affidati con riferimento al territorio capenate, entrambi delegandoli al Geom. GIOVANNI SESTILI, peraltro legato da vincoli di parentela all’Arch. DARIO SESTILI e, inoltre, avente, di fatto, lo studio in comune con il Geom. D’UBALDI. E’ altresì notorio che quest’ultimo continuava, a dispetto dell’obbligo di astensione previsto dalla legge, a seguire pratiche  edilizie per conto di privati del posto: poteva
così accadere di sentire persone che si recavano in Comune chiedendo di conferire con l’Assessore all’Urbanistica in merito a pratiche a lui affidate come esercente la libera professione. Il quadro delle “sinergie” deve tener conto delle agenzie immobiliari operanti in loco. L’attuale Assessore ai LL.PP. del Comune di Capena, Arch. PAOLO D’ANTIMI, è socio della società titolare dell’agenzia “Proposta Casa”, con sede a Capena in via San Luca. Di ancor maggior rilievo è l’agenzia “Abitare Capena”, con sede in piazza San Luca, di fronte al Municipio. Di quest’ultima agenzia è titolare una società di capitali, uno dei cui soci, GIULIO CALICCHIA, è figlio dell’attuale Assessore alle Attività Produttive del Comune di Capena, GUERRINO CALICCHIA, socio della s.r.l. TIBERINVEST ’94, operante nel settore edilizio. La sede dell’agenzia “Abitare Capena” è da anni assiduamente e notoriamente frequentata dal Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Capena Geom. MAURO APPOLLONI - fatto evidentemente inopportuno, ove si pensi che i soci della “Abitare Capena s.r.l.”, direttamente o tramite parenti stretti, hanno interessi non solo nel settore della mediazione immobiliare, ma anche in quello della costruzione,e dunque sono tra coloro che fruiscono del rilascio di permessi di costruire da parte del Comune (questa assidua frequentazione da parte del Geom. APPOLLONI era rilevata in un’interrogazione presentata a giugno-luglio del 2004 dal Consigliere comunale ANTONIO PARIS, sul quale amplius infra). Altrettanto significativo è che al riguardo nessun appunto l’Amministrazione BENIGNI sembra abbia mai rivolto al predetto APPOLLONI, che pure, a pochi metri dal Municipio, si reca assai spesso pomeridianamente, all’uscita dal luogo di lavoro, negli uffici della predetta Agenzia, nella quale si reca spesso anche l’Arch. SESTILI, architrave del sistema politico-affaristico locale.
Circa l’Arch. DARIO SESTILI, è opportuno sapere che lo stesso:
1) è in affari con ANDREA GUIDOTTI, suocero del Sindaco di Capena Dott. RICCARDO BENIGNI: e dunque sono tra coloro che fruiscono del rilascio di permessi di costruire da parte del Comune (questa assidua frequentazione da parte del Geom. APPOLLONI era rilevata in un’interrogazione presentata a giugno-luglio del 2004 dal Consigliere comunale ANTONIO PARIS, sul quale amplius infra). Altrettanto significativo è che al riguardo nessun appunto l’Amministrazione BENIGNI sembra abbia mai rivolto al predetto APPOLLONI, che pure, a pochi metri dal Municipio, si reca assai spesso pomeridianamente, all’uscita dal luogo di lavoro, negli uffici della predetta Agenzia, nella quale si reca spesso anche l’Arch. SESTILI, architrave del sistema politico-affaristico locale. Il GUIDOTTI e il SESTILI, infatti, sono comproprietari di un terreno distinto nel catasto di Ponzano Romano al foglio 8, mappali 60, 63, 69 e 238, dell’estensione complessiva di ha 02.88.33 - terreno destinato a lottizzazione edilizia, solo temporaneamente rallentata nel suo attuarsi da un vincolo archeologico (il GUIDOTTI è poi socio di un socio della “Abitare Capena s.r.l.” nella “G.D. 2002 s.r.l.”, costituita in data 24 aprile 2002 e avente come oggetto sociale costruzioni di edifici e d’impianti di tutti i tipi, gestione, acquisto e vendita d’immobili rustici e urbani);
2) è socio, con tale FRANCESCO FERRARA, della “SE.FRA. s.r.l.”, operante nel settore edilizio, alla quale è stato rilasciato il permesso di costruire n. 79 del 9 ottobre 2003 per l’edificazione sul terreno distinto nel N.C.T. di Capena al foglio 14, mappali 177, 179, 225, 226, 227;
3) è socio con QUIRINO TESONI, imprenditore edile locale, della “Domus Serena s.r.l.”, la quale, con atto in data 28 febbraio 2003, ha acquistato dagli eredi di DOMENICO SINIBALDI un terreno di 1096 metri quadri in località Sant’Antonio, inserito nel piano particolareggiato della sottozona B1, e un terreno di 255 metri quadri, distinti nel N.C.T. di Capena al foglio 8, rispettivamente particelle 686 e 687, nonché un terreno di 2.190 metri quadri, in via San Sebastiano, distinto in catasto al foglio 9, particella 13;
4) tutt’altro che irrilevante ai fini del “controllo del territorio” da parte del SESTILI è il fatto che lo stesso abbia intrattenuto rapporti di affari con l’Arch. MARTA SPIGARELLI, nominata perito demaniale per la sistemazione degli usi civici per il Comune e per l’Università Agraria di Capena con decreti del Presidente della Giunta Regionale del Lazio n. 2687 del 1993 e n. 3220 del 1994:

il SESTILI, infatti, è socio accomandatario e MARTA SPIGARELLI una dei tre soci accomandanti della società “LA SELCIATELLA di Dario Sestili e C. società in accomandita semplice”, la quale, costituita in data 20 maggio 1997 con atto a rogito del notaio in Roma MATTIANGELI e avente sede a Capena in via Madonna Due Ponti n. 8 (indirizzo dello studio professionale del SESTILI), ha acquistato dall’Università Agraria di Bracciano in data 31 luglio1997 un terreno di ha 01.96.80 distinto nel catasto di Bracciano al foglio 36, particella 63, e lo ha rivenduto in data 13 luglio 2000 a tale UGO MARTELLA con atto a rogito del Notaio in Roma CINOTTI, per poi essere posta in liquidazione nel 2001 (si noti che l’Arch. SPIGARELLI è stata nominata perito demaniale per la sistemazione degli usi civici anche per il Comune e per l’Università Agraria di Bracciano, con decreto del Presidente della Giunta Regionale del Lazio n. 3221 del 1994: la predetta, dunque, sia pure attraverso lo schermo di una società di persone, ha concluso un affare con un ente per il quale le erano state affidate funzioni di perito demaniale);
5) il SESTILI, con atto a rogito del Notaio MATTIANGELI in data 2 novembre 1995, acquistò un terreno distinto nel N.C.T. di Capena al foglio 19, mappali 164 e 173, in solido e pro indiviso con IDA BRAVI, moglie di UGO BARBETTI, socio di una società (la EUROSTRADE) che spesso ottiene appalti a trattativa privata per lavori pubblici dal Comune di Capena (si noti che il SESTILI era stato, come consigliere di maggioranza, relatore della deliberazione del C.C. di Capena n. 7 del 1995, con la quale, sul presupposto - certificato da un’attestazione dell’Arch. SPIGARELLI pubblicata dal Comune di Capena alla fine di gennaio di quell’anno - dell’appartenenza del comprensorio di “Colle del Fagiano”, in cui ricade il predetto appezzamento, al demanio civico dell’U.A. di Capena, si chiedeva alla Regione Lazio l’autorizzazione al mutamento di destinazione del comprensorio stesso al fine di consentirne la sistemazione urbanistica);
6) tanto il SESTILI quanto IDA BRAVI figurano tra i beneficiari del progetto di legittimazione ex artt. 9 e 10 della legge n. 1766 del 1927 formato dal perito demaniale Arch. MARTA SPIGARELLI e reso esecutivo con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 151 del 1999: con esso il SESTILI e la BRAVI divennero proprietari, con il peso della corresponsione di un canone annuo affrancabile, delle quote dell’U.A. di Capena in loc. “Fioretta” nn. 3, 4 e 20, per un totale di 14.618 metri quadri (la BRAVI),  e nn. 6, 7 e 8, per un totale di 14.859 metri quadri (il SESTILI).
Ancora: nella “Residenza Portone s.r.l.”, iscritta nel Registro delle Imprese di Roma il 24 maggio 2004, sono soci GIULIO CALICCHIA (figlio dell’attuale Assessore alle Attività Produttive del Comune di Capena GUERRINO CALICCHIA), ROBERTO ERCOLE GUALDARINI, AURELIO BARBARO e FEDERICA SESTILI (figlia di DARIO SESTILI); a sua volta, GIULIO CALICCHIA, socio - come si è già visto - della “Abitare Capena s.r.l.”, è socio del cognato FLAVIO SARMATI nella “Abbe Real Immobiliare s.r.l.”, iscritta nel Registro delle Imprese di Roma il 19 settembre 2003, ed è, altresì, socio della moglie CRISTINA SARMATI, nonché di tali GIUSEPPE ALEI e NADICA MRDJA, nella “Crilio Immobiliare s.r.l.”.
Degna di rilievo è anche la vicenda di RENATO DI STEFANO, il quale, già consigliere comunale di maggioranza nel periodo della sindacatura BARBETTI, poi divenuto consigliere di opposizione dopo le elezioni amministrative del 1999, dopo un paio d’anni cessava di svolgere opposizione in Consiglio, dapprima non partecipando alle sedute consiliari, quindi partecipandovi e assumendo posizioni prone alle proposte della maggioranza. Il DI STEFANO rimaneva sempre vago sui motivi di tale cambiamento: quanto in seguito si dirà sulla “SALF 2003 s.r.l.” e sulla “DISALF 2004 s.r.l.” - società dei DI STEFANO operanti nel settore edilizio - e sulle concessioni ad esse rilasciate servirà a dare plausibile spiegazione al mutato atteggiamento del DI STEFANO in sede politica.
Va poi ricordato che, dopo le elezioni comunali del 2004 a Capena, ANTONIO PARIS, da sempre attivo in politica e illo tempore vicesegretario provinciale della DC romana, eletto tra i consiglieri di opposizione, manifestava l’intenzione di “far emergere il malaffare” che a suo dire vi era stato tra il 1999 e il 2004, durante la prima legislatura dell’Amministrazione BENIGNI. In particolare, il PARIS, il quale esternava la convinzione che DARIO SESTILI fosse il personaggio centrale del “sistema”, asseriva che il medesimo aveva ottenuto concessioni edilizie attraverso personaggi suoi prestanome o dei quali egli era socio occulto e affermava, inoltre, che in qualità di Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Capena tra il 1999 e il 2004 il SESTILI aveva messo in piedi un sistema “concordato” di assegnazione degli appalti comunali; soggiungeva il PARIS che tanto imprese aggiudicatarie di appalti, quanto anche professionisti ai quali erano stati dal Comune assegnati incarichi e consulenze, avevano poi, sempre a dire del PARIS, versato un contributo per la campagna elettorale della lista sostenitrice della ricandidatura di BENIGNI a Sindaco di Capena nel 2004.

Affermava ancora il PARIS che in posizione di soggezione verso il SESTILI, avendone ricevuto un prestito per poter mettere su il proprio studio professionale, era anche, benché iscritto a diverso partito, il consigliere comunale di maggioranza MARIO ALEI, geometra il quale, iscritto ad un locale circolo di “Alleanza Nazionale”, aveva in effetti contribuito a defenestrare rapidissimamente, sostituendolo con un giovanotto studente universitario in Scienze della Comunicazione presso la LUMSA, l’ex Presidente del circolo PASQUALE CERRITO, pochissimo tempo dopo che quest’ultimo aveva fatto uscire un manifestino scopertamente polemico verso l’Amministrazione Comunale, della quale pure il suo partito faceva parte (tra le scelte per le quali il CERRITO - che ebbe poi a lamentare pesanti pressioni esercitate su chi lo sosteneva all’interno del circolo nell’immediatezza della riunione in cui si  decise la sua sostituzione nell’incarico di Presidente del medesimo - aveva portato il circolo stesso in posizione di disaccordo con il resto della maggioranza vi era quella dell’esproprio dei terreni per la costruzione dei nuovi impianti sportivi comunali in località “San Marco”, attuato in forma di accordo tra Comune e privati proprietari delle terre da espropriare, concedendosi a questi ultimi, tra i quali alcuni parenti del SESTILI, di poter conservare la proprietà di parte delle terre, trasformate tuttavia in residenziali con elevato indice di edificabilità). Tra giugno e agosto del 2004, il PARIS faceva pervenire molte decine d’interrogazioni e di istanze di accesso al Comune di Capena, con lo scopo di “far emergere” quanto sopra e di presentare un esposto-denuncia alla magistratura; alla fine di giugno 2004, nell’incaricare il Sig. STEFANO SPERANZA di effettuare visure camerali per accertare eventuali rapporti tra il SESTILI e una serie di personaggi che il PARIS sospettava potessero essere in affari con il SESTILI (e, di conseguenza, essere non solo suoi soci palesi, ma in qualche caso fargli anche da prestanome essere suoi soci occulti), il PARIS manifestava allo SPERANZA l’intenzione di far cadere nel giro di quattro o sei mesi l’Amministrazione BENIGNI, presentando una corposa denuncia e coinvolgendo nel quadro delle responsabilità anche il Sindaco. Il PARIS non metteva gli altri consiglieri di opposizione a conoscenza delle risposte ottenute alle sue interrogazioni e alle sue istanze di accesso e differiva in continuazione la stesura finale dell’esposto-denuncia, finché, approssimatesi le regionali del 2005, il medesimo si candidava nella “Lista Storace”, dimettendosi dal precedente partito di appartenenza (UDEUR) e ammorbidendo enormemente la sua posizione nel Consiglio Comunale di Capena verso l’Amministrazione BENIGNI, nonché rinunciando a qualsiasi proposito di denuncia per gl’illeciti che fino a qualche mese prima egli si diceva sicuro che fossero stati commessi.
Infine, va ricordato che il Geom. APPOLLONI è stato da ultimo promosso a “Responsabile di Dipartimento” nell’ambito della struttura burocratica del Comune di Capena e che la responsabilità della firma dei permessi di costruire è passata al Geom. SIMONE CASALE, il quale alcuni mesi fa ha preso contatto con l’agenzia immobiliare “Abitare Capena” per trattare l’acquisto di un immobile.


La presa della cricca dominante sull’Area Tecnica del Comune di Capena si è di recente ulteriormente rafforzata avendo preso servizio presso la medesima Area il Geom. ALESSANDRO FRANCELLINI, il quale, dopo essere stato assunto da altro ente pubblico territoriale, è stato rapidamente trasferito al Comune di Capena. Significativamente il FRANCELLINI, anni fa e prima che vincesse un concorso pubblico e fosse di conseguenza assunto dall’ente pubblico territoriale che lo ha poi definitivamente distaccato presso il Comune di Capena, è stato segretario della sezione capenate dell’UDC, partito politico al quale sono iscritti anche DARIO SESTILI, che ne è di fatto a Capena la figura predominante ad onta della mancanza d’incarichi formali (lo stesso ha ottenuto 315 preferenze alle ultime elezioni comunali, nel 2004), e GUERRINO CALICCHIA.  
Ciò premesso, si può ora passare ad illustrare in dettaglio alcuni fatti attinenti alla gestione dell’edilizia privata a Capena. Si tenga presente che si tratta pur sempre della “punta dell’iceberg” nel verminaio capenate, dovendo ritenersi che essi siano esempi di un andazzo pressoché generalizzato, consentito dal fatto che una cricca di persone tra loro legate da molteplici vincoli d’interesse tiene in pugno tanto un ganglio vitale della burocrazia comunale come l’Area Tecnica, quanto le leve del potere politico attraverso l’Amministrazione.
Attualmente a Capena è in vigore la variante generale al p.r.g. adottata con deliberazione consiliare n. 28 del 12 maggio 1997 e approvata con deliberazione della Giunta Regionale n. 698 del 15 maggio 2001, pubblicata sul B.U.R.L. n. 20 del 20 luglio 2001.


Il VIPPOMETRO