Caso acqua: allarme e paura. Ma cerchiamo di vederci chiaro.
Postato il Thursday 31 January 2008
Questi i fatti: a dicembre appare un sito internet di denuncia chiamato significativamente “ingiustizie” che intende, appunto, denunciare malefatte e soprusi che sarebbero orchestrati dall’amministrazione comunale di Capena. Accompagnati dalla voce pubblica i contenuti del sito si diffondono e tutti ne parlano; il sito è munito anche di una sezione in cui i visitatori possono dire la loro e i commenti non mancano.tutti gli argomenti che trovano spazio sul sito quello che spicca, per il risalto che gli viene dato e per l’effetto allarmante che ha, è quello della – così si legge – “grave emergenza sanitaria” che ci sarebbe, in funzione del fatto – si legge sempre – che “l’acqua dell’acquedotto” sarebbe “contaminata” e “non potabile”, in sostanza non adatta al consumo umano. Tutto ciò viene messo in relazione a presunte mancanze, se non peggio, del sindaco, il quale avrebbe messo a repentaglio la salute dei cittadini e di chi si sia trovato a soggiornare nella zona di Colle del Fagiano.
Ora, a leggere cose del genere, in particolare quando, come è il caso del sito, accompagnate da copie di documenti dell’Arpa Lazio o dell’Asl RmF, c’è effettivamente di che farsi rizzare i capelli in testa e di che avere paura. MA, c’è un ma.’è da dire in effetti che il metodo seguito per diffondere le accuse non è proprio cristallino e lascia intravvedere delle zone d’ombra. Infatti squadernare su un sito carte e documenti e usarli per affermare (in modo in verità un po’ confuso…) drasticamente che in Comune opera una gang di criminali la quale agisce con la sorda connivenza delle istituzioni (nel sito si legge del “silenzio-assenso dei Carabinieri, dei Vigili e del Tribunale di Tivoli”…) significa affermare cose molto, molto pesanti mettendo alla berlina persone e istituzioni, rovesciando loro addosso accuse gravissime e chiuderla lì.
Intendiamoci però, è chiaro a tutti da che pulpito viene la predica: non è che qui si stia facendo una difesa d’ufficio dell’operato di questo sindaco e di questa amministrazione comunale; questo giornale può essere accusato di quello che si vuole ma non certo di essere “morbido” o compiacente nei confronti di chi guida attualmente Capena. E lo provano i nostri numeri passati, le denunce che hanno trovato spazio nelle nostre pagine, frutto di vere proprie inchieste giornalistiche (piccole, certo, ma sempre lavori giornalistici degni di questo nome) e le cose che abbiamo detto a chiare lettere e mettendoci la firma, nome e cognome. Abbiamo quindi tutti i titoli per dire che questo modo di procedere aggressivo e urlante, quali che siano le motivazioni che lo generano, non è cosa. Non è bene, in un certo senso, alzare solo il polverone e dichiarare che c’hanno tutti le mani in pasta e basta; l’atteggiamento è demagogico.effetti, se si ritiene che qualcosa non vada, che ci siano delle illegalità, che qualcuno in Comune stia facendo cose gravi, i cittadini possibilità di agire ne hanno, a cominciare dal fatto che possono andare, con le prove che ritengono di avere, dai Carabinieri, dai giudici a Tivoli, all’autorità che ritengono più adatta. E non alludo solo all’autore del sito (che afferma di averlo già fatto), parlo anche delle persone che, anonimamente, commentano sul sito dicendosi d’accordo con quanto c’è scritto e che scrivono in sostanza: è tutto vero, è tutto giusto, era ora eccetera…
Perché una delle battaglie portate avanti dal nostro piccolo giornale è anche questa: non siete d’accordo? le cose così non vanno bene? chi sta in Comune governa male? e allora ditelo, a voce alta, non di nascosto mormorando; dite le cose, protestate se ritenete, se pensate di avere prove di malaffare andate dalle forze dell’ordine o dalla magistratura, ma in fondo a tutte queste cose metteteci nome e cognome, faccia al sole. E che non ci si venga a dire che non è possibile, che poi si rischia, che tutto cade nel silenzio ecc. C’è la possibilità di farsi sentire, Capena non è certo la Grecia dei colonnelli… viviamo in una nazione civile, è una fortuna, approfittiamone; e che ognuno si prenda la sua parte di responsabilità. Tutto resta nel silenzio e non cambia nulla solo se si sta tutti zitti e si lasciano a parlare i soliti, aspettando che sia un altro a cavare le castagne dal fuoco, ecco la verità.ò detto, visto il clima difficile che c’è in paese e l’estrema pesantezza delle accuse e delle voci che circolano, non possiamo non chiedere a chi guida il Comune: che cosa ci dite? Come reagite alle cose inaudite che ormai volano di bocca in bocca? E queste domande ve le facciamo perché venga data una risposta alla paura delle persone e perché venga difesa l’onorabilità dell’ente Comune di Capena che non è né di Tizio né di Caio, ma è di tutti quanti.
E con ciò, ovviamente, qualora ritengano che vi siano estremi per procedere, esortiamo quelli che devono agire concretamente (giudici, inquirenti ecc.) ad agire nell’interesse della cittadinanza.vogliono quindi risposte, risposte vere, nei modi giusti e democratici. Risposte con pezze d’appoggio riscontrabili e verificabili. Non bisogna che alle voci, alle illazioni e alle mezze parole si risponda con voci, illazioni e mezze parole.
Noi dal canto nostro facciamo e faremo il nostro lavoro di giornalisti e vedremo di capire quel che c’è da capire.
Gian Luca Mealli