GRAVE VIOLENZA AMBIENTALE
PER L’ IGNORANZA DELL’ UOMO, ANIMALI E NATURA PAGANO CON LA VITA.
“Troverai più nei boschi che nei libri.
Gli alberi e le rocce ti insegnano cose che
nessun maestro ti dirà”. Bernardo di Chiaravalle
GUARDATELI BENE !!!
Abituatevi a guardarli su pellicola, perchè grazie all'arroganza e l'impunità di qualcuno, molto presto in libertà non li vedrete più.
Nell’area in oggetto, esisteva un villino di circa 150 mq. appartenuto al compianto comico e mimo Gianni Magni (Gufi), circondato da una meravigliosa vegetazione ricca di querce secolari e di simpatici animaletti, quali volpi, ricci, istrici, lepri; meravigliosi volatili, quali upupe, gufi, fagiani, allodole, ecc. Era fantastico ammirare queste splendide creature nel loro habitat naturale e spesso qualche astuto esemplare in cerca di cibo, faceva capolino tentando un timido approccio. Mi ricordo di una famiglia di istrici, che sistematicamente visitavano l’orto di alcuni vicini che inteneriti ne avevano predisposto uno solo per loro, in quanto questi pungenti animali preferivano mangiare pomodori e peperoncini di cui erano particolarmente ghiotti.
Come dimenticare la splendida volpe che quotidia- namente visitava il cortile della mia abitazione, con i gatti che la guardavano incuriositi, incredibile pensare che non li aggredisse selvaggiamente, ma d’altronde lei non era mica un uomo! Aspettava soltanto il momento opportuno per assaltare i sacchi della spazzatura. Gli amici che venivano a trovarmi, rimanevano sbalorditi dal picchio che tutte le mattine alle 6 scalava l’albero del giardino. Frequenti erano le visite di una scaltra gazza, che con fare curioso sbirciava dai vetri della finestra.
PREMESSO:
che l’area era prevalentemente costituita da bosco ceduo, nella primavera del 2004, proprio nel periodo di nidificazione ed in barba alle Norme di tutela paesaggistica ed ambientale, grazie al permesso di costruzione n° 63/2004 prot. 9272 rilasciato alla società COERIM Srl iniziò l’orrendo scempio.
IL RISULTATO:
metri di bosco ceduo, presumibilmente sottoposto a vincoli di usi civici demaniali e sbancamento di circa 10 metri lineari di collina. Piante ad alto fusto abbattute, nidi compresi, e gli animali che non sono riusciti a fuggire, sono stati presumibilmente uccisi sotterrati dalle ruspe, insieme alle loro tane, perché da quel momento, non abbiamo più avuto il piacere di vederli e forse non li rivedremo mai più.
La Legge Forestale n. 3263 del 1923 e relativo Regolamento, ha come scopo la tutela del territorio (costituito anche da aree boschive). A conservarne lo stato e curarne l'aspetto è il Corpo della Guardia Forestale. Inoltre, le zone demaniali, seconda la detta legge, sono parte del patrimonio indisponibile dello Stato Italiano e non possono essere cedute a privati. In tema di pianificazione e conservazione del patrimonio forestale nazionale, il panorama legislativo è stato integrato dalla legge n. 353 del 2000 (legge quadro in materia di incendi boschivi).
CONSEGUENZE:
ambientali con conseguenze, certamente nefaste, ma imprevedibili, prodotti dall’alterazione del sistema idrogeologico.
DOMANDA:
società è stata rilasciata autorizzazione paesistica da parte della competente Direzione Regionale? Credo che sterminare animali indifesi, abbattere piante secolari, causare frane e smottamenti, mettere seriamente a repentaglio la vita di onesti cittadini, oltre ad essere un grave reato leda fortemente i diritti dell’uomo ed offenda impunemente la dignità di chi lotta ogni giorno per la tutela degli animali e dell’ambiente. Questo disastro è stato generato per permettere l’edificazione di 5 villette bifamigliari, ovvero 10 nuovissime unità abitative con l’intento di speculare ed ingrassare le tasche di qualcuno. Rammentiamo che quest' estate con uno sforzo disumano molti Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Guardie Forestali, Carabinieri, Polizia, G.d.F., Volontari, Militari e molti altri hanno rischiato la propria vita e molti hanno riportando ferite ed ustioni, nel tentativo di salvare dagli incendi boschi ed animali cercando di preservare il patrimonio faunistico e boschivo di tutti noi. Ma il Sindaco di Capena, la sua Amministrazione, la Guardia Forestale, le Forze dell'Ordine e di Vigilanza... non hanno visto nulla? Eppure pare siano stati stillati dei verbali.Rammentiamo che ad aggravare la situazione, nel medesimo comprensorio, con concentrazione inaudita sono sorti decine di altri canteri, con il beneplacito della Pubblica Amministrazione e degli Organi di controllo.
INVITIAMO TUTTE LE ASSOCIAZIONI E LE PERSONE, NAZIONALI E NON, CHE SI RITENGONO LESE DA TALE COMPORTAMENTO, DI PORRE IN ESSERE TUTTE QUELLE FORME DI PROTESTA LEGALI CHE RITERRANNO OPPORTUNE, COMPRESA LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE.