Mi chiamo Romina, vi scrivo dall'Umbria, ed ho deciso di scrivervi per mettervi a conoscenza dei "ritardi della giustizia Italiana", ed il calvario che stiamo passando io e la mia famiglia.
Volevo in merito raccontarvi la nostra storia:
Io e la mia famiglia, un pò di anni fa, abbiamo acquistato un terreno agricolo con relativo rudere da ristrutturare.L'intenzione era di rimetterlo in piedi con calma (visti i costi) e poi andarci ad abitare, prima io e mio marito che ora stiamo in affitto, poi tutto il resto della famiglia (vengono 6 appartamento da 65 mq). L'ente venditore era l'istituto diocesano per il sostentamento del clero di Perugia e Città della Pieve, il quale ente nel contratto di acquisto, ha dichiarato che il suddetto bene era libero da vincoli ipoteche e quant'altro; infatti, dopo meno di un anno il vicino coltivatore diretto rivendicava la prelazione sul terreno.Sono passati più di quattro anni e da allora ci troviamo in mezzo a avvocati, udienze che si rinviano di nove mesi in nove mesi, senza mai affrontare un argomento decente, si va dalla presentazione degli avvocati, alla deposizione degli atti, e dopo nove mesi il nuovo incontro, e così via per anni. Oltre al disagio di dover affrontare queste udienze c'è anche il problema di dover pagare gli avvocati, noi non abbiamo fatto nulla in fondo, abbiamo comprato un bene, pagandolo regolarmente; e non solo, il progetto per la ristrutturazione è stato approvato; abbiamo pagato il geometra, circa 20.000 €, noi con questo progetto non possiamo fare nulla, perchè se la causa la dovessimo perdere, dobbiamo rimettere tutto come era prima del nostro arrivo, compreso l'abbattimento di 233 piccoli ulivi piantati subito dopo l'acquisto.Non è finita qui, il progetto per la ristrutturazione dura 10 anni; mi è stato affermato che questo tipo di cause durano più di questo tempo, dobbiamo farlo scadere? Buttare nel cestino 20.000 € ? In queste condizioni non so più cosa fare, intanto, però paghiamo l'ici sul rudere (non siamo residenti, quindi l'ici "avoia" se si paga) e le tasse sul terreno (su questo non ci sono ritardi).Vorrei anche precisare che non è poco l'ici c/a 570 € . Poche settimane fà ci è arrivata la comunicazione che la prima causa, quella sul possesso l'abbiamo persa (cioè lui prima del nostro arrivo ha sempre "posseduto" parte di questo bene, quindi puo' continuare a farlo) e per questo io entro lunedi' 20 ottobre 2008 devo pagare 8300€, cioè l'onorario del suo avvocato(devo vendere la macchina, mia figlia di 16 mesi l'accompagnero' all'asilo a piedi alle 7 del mattino). Questa estate inoltre il tribunale di Perugia ha nominato il ctu per verificare se i due fondi son contigui( cosa che non è cosi') alla prima visita erano separati da un fosso che nessuno ha notato;poi la ns controparte ha richiamato la Ctu qualche settimana dopo perchè ripulendo il fosso è miracolosamente apparsa una stradina ( secondo lui utilizzata da antichi legionari romani) che unisce guardacaso le due proprietà.... La Ctu ha detto: si, si vede che queste pietre che chiudono il fosso hanno piu' di 50 anni.........(Fosso tralaltro attivo, mi chiedo dove finirà l'acqua) Ora dopo questa premessa mi chiedo, è mai possibile trovarci in mezzo a questa storia, non so per colpa di chi, ma, di fatto, è così.Noi abbiamo solo investito i soldi messi da parte da una vita, e cosa e ci ritroviamo in cambio? Un mucchio di carta. Abbiamo pagato in contanti senza mutuo per non contrarre debiti, rimanendo nel mio caso con 500 € sul conto corrente; non so se mi spiego, cosa significa rimanere senza un becco di un quattrino,perchè credevi di aver acquistato una casa, per trascorrere una vita dignitosa, insieme alla mia famiglia e soprattutto a mia figlia che è stata concepita, portata avanti, e nata in questo clima di rabbia, ed invece avere tra le mani un nulla di fatto. E' possibile che una famiglia di lavoratori e risparmiatori che hanno sempre pagato le tasse si ritrovino in questa situazione? Mi chiedo come vengono gestiti questi "inconvenienti" nei altri paesi della Comunità Europea? Grazie dell'attenzione
Romina