RICCARDO BENIGNI, SINDACO DI CAPENA (Rm), MINACCIA UN GIUDICE ED OTTIENE IL RITIRO DI UN PROVVEDIMENTO
SEMBREREBBE FANTASCIENZA SE A SOSTENERLO NON FOSSE UNO STRETTO COLLABORATORE DEL MAGISTRATO. PROPONIAMO ANCHE IL DOCUMENTO IN CUI SI RICHIEDE DI "FAR SPARIRE TUTTO".

Ancora una volta registriamo un avvenimento che per dignità sociale vorremmo non avere mai visto e vissuto. Nel video l’Avv. Dott. Stefano Speranza, indiscutibilmente onnipresente all’interno del Commissariato degli usi civici di Roma, ci racconta che il Magistrato Franco Carletti Commissario, appunto degli Usi Civici, emette un provvedimento di sequestro ed affidamento di una proprietà soggetta alla verifica degli usi civici. In sostanza quando degli appezzamenti di terreno anche con inglobate strutture immobiliari, risulta assoggettato alla pubblica proprietà, il Commissario può provvedere ad emettere un provvedimento di sequestro nominandone custode l’avente diritto, come in questo caso veniva emesso dal Magistrato. E’ evidente che se questo provvedimento è stato adottato il Dott. Carletti ha considerato, accordandolo, atto dovuto il sequestro stesso ed altrettanto dovute le indagini di accertamento.Il provvedimento viene emesso, ma l’ingerenza e le minacce del Sindaco Riccardo Benigni in associazione criminale, che a dire dello Speranza come da filmato, vengono perpetrate con altra persona “forse un Vigile
Urbano”. Quale  aggravante  occorre rammentare   la considerazione sostenuta, che questo sia tendenzialmente nelle abitudini caratteriali del Sindaco Riccardo Benigni.
Abbiamo serie difficoltà a credere in un comportamento menzoniero da parte dello Speranza, ed i fatti di seguito elencati sembrano fornire palese prova di quanto sostenuto e di reati ulteriormente perpetrati di ulteriore gravità.
-) Dalla nostra abitazione, lo si può evincere dal tabulato telefonico, lo Speranza conferisce con il Magistrato Dott. Franco Carletti e ci è quindi possibile udire il suddetto, garantire l’avvenuta emissione del provvedimento, in quanto ovviamente atto dovuto.
-)) Dopo la criminale minaccia addebitata al tristemente noto Sindaco Riccardo Benigni, lo Speranza è in possesso di un documento inviato dall’ abitazione del Magistrato, apportante la sua firma, con chiare indicazioni identificative di provenienza al Commissariato, ove in breve il Magistrato richiede ai suoi collaboratori di “fare sparire tutto”. Ma io mi chiedo, per revocare un provvedimento non occorre un altro provvedimento di revoca? In questo specifico caso, il Magistrato utilizzando un colorito termine romanesco “se la canta e se la sona” come vuole! E la Giustizia si trova rispettata e soddisfatta? Come si evince dal filmato siamo in possesso del documento, consegnatoci dallo Speranza.
-))) Perché un Magistrato di grande esperienza, presumibilmente proveniente alla Corte di Cassazione e prossimo alla pensione, non denuncia la minaccia subita alla Polizia Giudiziaria e richiede l’immediato arresto in fragranza di reato, del Sindaco Riccardo Benigni? Se un cittadino come ognuno di noi, andasse in un Tribunale a minacciare un Giudice nell’espletamento delle sue funzioni Istituzionali, pensate che avreste uguale sorte o, come è corretto, sareste immediatamente arrestati e denunciati alla Procura della Repubblica?
A questo punto siamo costretti a esporre quanto accaduto, che palesemente porta a supporre ad una tentacolare azione mafiosa:

A questo punto siamo costretti a esporre quanto accaduto, che palesemente porta a supporre ad una tentacolare azione mafiosa:

- 1- il Sindaco Benigni, da questo sequestro avrebbe ottenuto certamente un danno e anche i costruttori che operavano nelle zone limitrofe, quindi aveva tutto l’interesse di portare a lungo termine il giudizio in attesa che tutte le costruzioni abusive, fossero ultimate e vendute. Altro obiettivo era chiaramente quello di allontanarmi dalla zona con qualsiasi espediente al fine di tacere l’unica voce volta a indirizzare le Istituzioni sul rispetto della legalità, mediante appelli, proteste e denunce;
-2- stranamente il giorno dell’udienza il Magistrato Carletti in veste di Commissario, evidentemente non può non avvallare la mia tesi e quindi pone in essere la micidiale arma, dell’ASTENSIONE. In breve il Magistrato non celebra l’udienza e rimanda il tutto al Presidente della Corte d’Appello di Roma, al fine di ottenere la nomina di un altro Giudice, in quanto egli a questo punto in qualche modo è compromesso con le parti. Con questo espediente il Magistrato sa di ottenere uno slittamento dell’udienza a molti mesi dopo… il Sindaco Riccardo Benigni è perfettamente accontentato;
*) ora ci chiediamo  perché il Giudice si rifiuti di spiegare le motivazioni di questo suo gesto, io non l’ho mai denunciato, non sono suo parente, non lo conosco e non ho mai avuto a che fare con Lui. Stento a credere che sia parente del Sindaco o che con il medesimo esistano interessi o contenziosi. Anche il mio Avvocato Maria Teresa Massimo Pignone del Carretto, procuratami dallo Speranza, mi ha riferito testualmente che non mi avrebbe spiegato i motivi dell’astensione del Commissario “neanche sotto tortura”, forse violando l’art 380 del Codice Penale relativo al patrocinio infedele. In seguito il suddetto Avvocato, ci ha palesemente fatto capire che ci eravamo avventurati in una situazione ovviamente gravissima e avevamo toccato interessi, al di sopra delle sue e delle nostre possibilità;
*) è pleonastico che non ci siamo nemmeno presentati all’udienza avvenuta poi mesi e mesi dopo, rammentiamo che il Sindaco Riccardo Benigni, ha ottenuto con la sua Amministrazione ed i suoi amici, tutto quanto volevano. Gli atti, sempre che il Magistrato Carletti o altri non abbia organizzato un incendio all’interno del Commissariato, sono a tutt’ oggi presenti all’interno di esso. Non conosciamo l’esito della seconda udienza ma non possiamo comprendere come qualcosa di dovuto prima, possa eventualmente essere diventato non dovuto dopo. Rammentiamo inoltre che tanto il Commissario quanto lo Speranza, telefonicamente il primo e di persona il secondo, avevano gia emesso di fatto una sentenza, quindi appellabile in altra sede, dicendo che il luogo era sottoposto a vincoli di usi civici e il sequestro con conseguente affidamento era atto dovuto;
*) un' ultimo fatto sconcertante. Il Commissario Carletti, vive e svolge parte del suo lavoro, presso la sua abitazione, a Pietrasanta nelle dirette vicinanze di Lucca. Questo è provato dai fax contenenti provvedimenti, inviati al Commissariato di Roma. Voglio immaginarlo, comodamente seduto nel suo divano di casa o in uno studiolo, ricavato nella sua abitazione a lavorare alacremente. In questo non credo possa ravvisarsi, alcun reato. Non ci sarebbe alcuna ragione di stendere i verbali o le sentenze nel suo ufficio presso il Commissariato di Roma, poi recarsi a Pietrasanta per rispedirle nuovamente nel suo ufficio a Roma (per carità! la tesi di discolpa, sarà sicuramente qualcosa del genere, con la pretesa di imporre tutto come logico). Ma allora perchè il Magistrato, firma i suoi fax ed in calce pone la dicitura Roma seguita dalla data? Non sarà mica, un falso in atto pubblico o comunque un reato equipollente?
Ci rivolgiamo ai Magistrati, Avvocati ed esperti del Foro, che hanno voluto leggere questa relazione acquisendome gli accadimenti. Mi rivolgo rispettosamente a Voi perchè certamente conoscete la procedura e la difficoltà oggettiva, data dal dover evadere quotidianamente una mole incredibile di sentenze ed udienze .
FATTO:
il Magistrato Carletti, deve evadere pratiche e conseguentemente sentenze e provvedimenti, per tre regioni tra cui il Lazio. Perchè dopo la minaccia del Benigni, è andato a ripescare un provvedimento estinto, e non ha neppure atteso di recarsi due o tre giorni dopo al Commissariato a Roma, verosimilmente terrorizzato dal fatto che su sua indicazione, il giorno seguente l'Avv. Speranza o io personalmente, ci saremmo recati al Commissariato per ritirarne copia (ripeto: su sua indicazione telefonica). Per un Magistrato che redige quotidianamente tutte le pratiche della vasta territorialità triregionale, è normale andare a ripescare, come già detto, una pratica specifica e stravolgerne completamente i contenuti e le decisioni? Cosa ha avuto, un'apparizione celeste, un angelo in sogno o una crisi di pentimento? Vi sembra un comportamento routinario, usuale, frequente e normale?
Non sono esperto ma non so supporre altro, opto per l'apparizione celeste, voglio immaginarlo nel suo candido lettino visitato dall'Arcangelo Gabriele che non gli comunicava la sua futura gravidanza, ma Le imponeva di andare a ricercare in mezzo alla catasta la pratica numenro xxx, di riaprirla, di rileggerla, di valutarne nuovamente tutti gli aspetti, di stravolgerne la decisione e di precipitarsi alla velocità della luce ad inviare un fax al Dott. Benedetti al fine di evitare l'irreparabile.

Rammentiamo che il Magistrato Carletti, con l'ausilio di piantine, mappali, ecc. deve verificare se una zona è gravata da usi civici oppure no. Una volta appurato, la sentenza non "deve" assolutamente cambiare.In caso di errore, non voglio assolutamente persare questo Magistrato della Corte di Cassazione, a giudicare una persona, in primo grado e nei pochi minuti d'udienza, incarcerare un innocente per grossolane sviste.

Integreremo al più presto documentazione e registrazioni a riguardo.

Illustrissimi aventi diritto e potere ed Esimio e Stimato Dott. Piero Grasso…
vedete un po’ voi.
info@ingiustizie.net









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