Totò si vendeva la Fontana di Trevi, Il Sindaco Benigni, per non Essere da Meno, il Centro Storico di Capena
Anche in questo caso, proprio Benigni non vuole smentirsi e improvvisa un simpatico affare. Sarà lecito?
Un’area di demanio pubblico comunale ceduta come se fosse proprietà privata
Nel famosissimo film, Totò truffa 62, una ilare scenetta, fotografava il noto comico, intentare una singolare vendita di un bene storico, noto a tutto il mondo.
Un monumento di questo valore, a Capena non era presente, ma si sà, bisogna fare con quello che sui ha a disposizione, e così è verosimilmente accaduto.
Nella seconda pagina del numero “0” del bollettino di regime “Capena Il Comune informa”, del giugno 2005, si legge che nel Consiglio Comunale del 16 marzo 2005 è stata approvata una deliberazione che prevede la permuta tra un appezzamento di proprietà comunale nella parte più antica del “Centro
Storico” e un terreno da acquisire per la messa in opera di un depuratore in località “Fichereto”. Si tenga presente che l’area ceduta dal Comune nella permuta era stata già usurpata da circa vent’anni dai proprietari della famigerata “Casa Rossa”, l’edificio che, costruito in barba a tutti i vincoli previsti per le aree di centro storico nella parte più antica del nucleo abitato medievale, assesta un pugno nell’occhio a chiunque contempli la zona di “Paraterra” nel centro storico di Capena.
Non paghi di aver costruito, con la complicità delle Amministrazioni dell’epoca, l’obbrobrio “rosso”, i suoi proprietari (un dipendente del Ministero degli Esteri, tale Trabattoni, e la moglie di origine Bulgara) occuperanno anche un’area demaniale contigua alla loro abitazione. L’Amministrazione Benigni penserà bene, con un “colpo di genio” amministrativo tipico, di sistemare la questione lasciando il terreno ai suoi usurpatori per averne in cambio un appezzamento da utilizzare per la costruzione di un depuratore.
Da notare che lo Statuto Comunale prevede la redazione di un inventario delle proprietà immobiliari comunali, che non è stato mai compilato, non essendovi alcuna base per distinguere le proprietà demaniali da quelle patrimoniali. L’appezzamento in questione (che in sostanza era una via-piazza di origine medievale) è stato ritenuto patrimoniale (cioè non demaniale) sulla sola base di quanto asserito da un geometra di Fiano Romano incaricato dal Comune di Capena di redigere la perizia di stima per la permuta e che figura come autore del progetto di un insediamento di cospicua densità abitativa in via Martolana (probabilmente come prestanome).
COMICO, FORSE. MA E' TUTTO LECITO E REGOLARE?